Sandro Pertini

I ben pensanti non accettano che si segua una strada diversa dalla loro….



18 apr 2015




Interrogato in videoconferenza dall’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, nel corso dell’ultima udienza sulla presunta trattativa tra pezzi delle istituzioni e Cosa Nostra, Carmelo D’Amico, l’ex killer di Barcellona Pozzo di Gotto, oggi ritenuto un superpentito, ha accusato l’attuale ministro degli Interni: “Alfano è stato portato da Cosa nostra che lo ha prima votato ad Agrigento, ma anche dopo. Poi Alfano ha voltato le spalle ai boss facendo leggi come il 41 bis e sulla confisca dei beni”.
Nelle dichiarazioni del collaborazione di giustizia, vengono svelati i presunti rapporti tra mafia e Forza Italia: “Cosa nostra ha votato anche Schifani, poi hanno voltato le spalle, e la mafia non ha votato più Forza Italia”. Quindi D’Amico arriva a sostenere che il partito di Berlusconi era sdoganato direttamente da Riina e Provenzano: “I boss votavano tutti Forza Italia, perché Berlusconi era una pedina di

"Il boss Antonino Rotolo era al corrente di tutto ciò che accadeva in Cosa nostra e nel suo organigramma nonostante fosse in carcere. Non so come facesse. Ma addirittura mi indicò anche il nome del nuovo capo di Cosa nostra, di cui però non ricordo il cognome". Lo ha detto il pentito Carmelo D'Amico, rispondendo in videoconferenza al processo sulla trattativa Stato-mafia. D'Amico, collaboratore di giustizia dall'anno scorso, è stato detenuto nel carcere Opera di Milano in regime del 41-bis, nel quale condivise l'ora di socialità con il boss mafioso palermitano Antonino Rotolo dal quale avrebbe appreso anche altri aspetti legati a Cosa nostra e alle stragi del '92.

"Il boss Rotolo mi rivelò che, spinti dai Servizi i ministri Mancino e Martelli si rivolsero a Ciancimino, tramite Cinà, per arrivare a Riina e Provenzano" ha detto D'Amico. "Riina - ha continuato - non voleva accettare i contatti, poi fu convinto da Provenzano e insieme scrissero alcuni punti come quelli sull'alleggerimento delle normative sui sequestri dei beni".

"Rotolo mi disse anche che Matteo Messina Denaro non e' il capo di Cosa nostra - ha detto D'Amico - perché era capomandamento di Trapani. Il capo di Cosa nostra non può essere un trapanese, deve essere palermitano". "Rotolo era l'unico soggetto che aveva il giornale in cella. L'unico al 41bis che aveva il giornale". Sulle stragi del '92, D'Amico ha detto: "Rotolo mi disse che i mandanti erano Andreotti e

17 apr 2015

Stato-mafia: pentito, Alfano eletto con voti Cosa nostra

 Angelino Alfano © ANSA
   "Tra i politici che hanno fatto accordi con Cosa nostra ci sono anche Angelino Alfano e Renato Schifani, che sono stati eletti con i voti della mafia". Lo ha detto il pentito messinese Carmelo D'Amico deponendo al processo sulla trattativa Stato-mafia. D'Amico ha detto di avere appreso la circostanza in carcere. "Alfano - ha aggiunto - lo aveva portato la mafia, ma lui poi le ha girato le spalle". Il collaboratore di giustizia ha anche aggiunto: "Forza Italia è nata perché l'hanno voluta i Servizi segreti, Riina e Provenzano per governare l'Italia. Berlusconi era una pedina di Dell'Utri, Riina, Provenzano e dei Servizi". D'Amico, infine, ha rivelato che in carcere i boss votarono tutti Forza Italia.    "Finora non ho detto tutto per paura. temo per me e per la mia famiglia, ma se mi tutelate, dico tutto". Lo ha detto il pentito Carmelo D'Amico che sta facendo rivelazioni inedite sulla trattativa Stato-mafia. Il presidente della corte d'assise, davanti alla quale il collaboratore depone, lo ha invitato a dire tutta la verità, assicurandogli protezione per sé e la famiglia.

 "La condanna a morte di Di Matteo era stata decretata da Cosa nostra e dai Servizi perché stava arrivando a svelare rapporti costanti ed era peggio di Falcone". Lo ha rivelato, dicendo di averlo appreso in carcere, il pentito messinese Carmelo D'Amico. Il pentito ha riferito anche che i Servizi che inizialmente volevano uccidere anche l'ex pm Ingroia avevano mandato a Provenzano l'ambasciata di uccidere i due magistrati. Ma il boss non voleva più le bombe e allora si decise di procedere con un agguato. "I boss Nino Rotolo e Vincenzo Galatolo - ha aggiunto D'Amico - aspettavano in carcere la notizia dell'omicidio di Di Matteo, ma avevano deciso che ciò non fosse accaduto, avrei dovuto pensarci io una volta uscito dal carcere".

fonte: RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

13 apr 2015


C'è qualcosa di marcio a Palazzo Chigi. 

È venuto il tempo per me di mettere fine alle vostre riunioni in questo luogo. Che avete disonorato col disprezzo per ogni virtù, insozzato con la pratica di ogni vizio. Siete una marmaglia faziosa, siete nemici di qualunque buon governo; un branco di mercenari dissoluti pronti, come Esau, a vendere il vostro Paese per un piatto di lenticchie, pronti, come Giuda, a vendere il vostro Dio per quattro denari.

Non vi rimane nessuna virtù? C’è un vizio che non possedete? Non avete maggior senso di religione del mio cane: l’oro è il vostro signore. Chi di voi non ha barattato la vostra coscienza in cambio di qualche tangente? C’è un uomo fra di voi che ha il minimo interesse per il bene comune? Voi, sordide prostitute, non avete voi lordato questo sacro luogo (il Parlamento) trasformandolo da tempio del Popolo,in un covo di ladri?

Voi siete diventati intollerabilmente odiosi davanti agli occhi di tutta la nazione: voi che siete stati eletti qui, dal popolo, per riparare ai mali della gente. Per l’amor di Dio, andatevene!


 
CIT. OLIVER CROMWELL

07 apr 2015


TTIP segreto di Stato

"Cecilia Malmstrom, commissaria Ue al commercio, ha un solo obiettivo in questo "mandato" Juncker: la conclusione del famigerato accordo di libero commercio con gli Stati Uniti, il TTIP, che la Commissione, nel nome di tutti i popoli europei, negozia segretamente con Washington. L'anno scorso, Cecilia Malmstrom ha annunciato a sorpresa che ciascuno dei 751 eurodeputati avrebbe potuto accedere alla reading room, la stanza di sei metri quadri in cui si trovano i documenti classificati del TTIP. Ebbene martedì scorso, riporta eldiario.es, l'euro-deputato Ernest Urtasun, iscritto al Gruppo dei Verdi, ha fatto accesso alla famosa reading room. "L'esperienza è stata molto negativa", ha dichiarato. "Mi hanno tolto la penna, mi hanno tolto la carta dove avrei potuto scrivere e mi hanno rimosso il telefono. Si firma un documento riservato di 14 pagine, il tempo massimo è di due ore e durante quel periodo c'è un funzionario che controlla in modo permanente". Meno di 150 eurodeputati hanno finora fatto accesso alla reading room. "Tutte le condizioni a cui ci sottopongono sono contrarie al parlamentarismo e alla democrazia", denuncia Urtasun. Prima di lui anche Lola Sanchez di Podemos aveva sottolineato la mancanza di trasparenza della procedura. "Siamo parlamentari eletti per rappresentare e informare i cittadini. E per una questione così fondamentale come un trattato internazionale, ci trattano come criminali o spie". Il peggio non sono le condizioni di accesso, ma quello che c'è dentro. Ma sono solo nella reading room i documenti legati al TTIP? "Niente affatto", conclude il politico spagnolo. "Sappiamo da varie fonti che ci sono documenti consolidati definitivi, che illustrano la parte europea e gli Stati Uniti già raggiunta. Su quelli non abbiamo accesso. Vorrei anche affermare che i documenti memorizzati nella sala di lettura per ogni individuo che vuole leggere sono già declassificati. Il Trattato di Lisbona è molto chiaro nel sottolineare che, in tutto ciò che riguarda gli accordi internazionali, i deputati dovrebbero essere pienamente informati".Tutto questo è l'Unione Europea di oggi, ma state tranquilli Repubblica, Corriere e gli altri giornali italiani stanno preparando la versione "ufficiale" dei fatti, quella a cui crederete ed, alla fine, accetterete anche quest'ultima imposizione, che rappresenterà la fine di tutti i diritti sociali conquistati dal dopoguerra ad oggi. Ma questo non ve lo diranno." da l'antidiplomatico, segnalazione di lalla m.

7 Apr 2015, 10:10 |