Sandro Pertini

I ben pensanti non accettano che si segua una strada diversa dalla loro….



25 mag 2015

MACEDONIA: PROPRIO DOMANI, DOMENICA 17-05-2015, ROTHSCHILD MANDA IN SCENA LA SOLITA "RIVOLUZIONE COLORATA"

E' come minimo dal 2011 che l'Ufficio Politico di Casa Rothschild per l'Est Europa, più che altro demandato a George Soros, uno dei più "brillanti" "Ragazzi di Cassa" al servizio della "Famiglia", sta lavorando per fare della Macedonia un tranquillo pollaio al totale servizio del solito "Nuovo Ordine Mondiale", più o meno come il Kosovo, il Montenegro, la Bosnia Erzegovina, e la maggior parte degli altri staterelli emersi dallo sgretolamento della ex Jugoslavia attuato in precedenza.
Domani, domenica 17 maggio 2015, i rothschildiani "democratici" hanno deciso di dare inizio alla "spallata finale" per la disgregazione ulteriore della piccola Macedonia, troppo libera, autonoma e sovrana per essere tollerata dai trinariciuti golem e mercenari di Rothschild    

LA MACEDONIA... NEL FRULLATORE DI ROTHSCHILD
2015-05-16 17.45
NON RIUSCENDO A PIEGARE LA MACEDONIA "CON LE BUONE"
ORA ROTHSCHILD ED I SUOI SICARI CI PROVANO "CON LE CATTIVE"

GIUSTO PER DOMANI, DOMENICA 17 MAGGIO 2015, INCOMBE IL SOLITO COLPO DI STATO ROTHSCHILDIANO FILOAMERICANO, MA OVVIAMENTE MASCHERATO DA "RIVOLUZIONE COLORATA"!... IN NOME DELLA "LIBERTA'" DELLA "DEMOCRAZIA", DELLA "GIUSTIZIA", ETC., ETC., ETC., MA, CHISSA' PERCHE', TUTTI QUESTI "SUBLIMI" CONCETTI SONO  ASSOLUTAMENTE INTERPRETATI E MESSI IN PRATICA:

- SOLO SU MISURA PER ROTHSCHILD, DI CUI NON SI CONTESTA MAI LA SOVRANITA' SULLA BCE E SULLA SUA MONETA CHE E' L'EURO, SULLA FED E SUL DOLLARO, ETC.

-  E COMPLETAMENTE A DANNO DEL POPOLO MACEDONE CHE, COME IN ITALIA ED IN TUTTI GLI STATI DEL MONDO CHE HANNO CEDUTO LA LORO SOVRANITA' MONETARIA A ROTHSCHILD, SARA' INGANNATO CON COSTITUZIONI TRUFFA E LEGGI TRUFFA, MA SOPRATTUTTO DOVRA' PAGARE SEMPRE PIU' TASSE AD UNO STATO ORMAI NEMICO PERCHE', ASSERVITO A ROTHSCHILD, NON POTRA' PIU STAMPARE IN PROPRIO NEANCHE UN CENTESIMO DEI SOLDI CIRCOLANTI NEL PAESE, MA DOVRA' PRENDERLI TUTTI A PRESTITO AD INTERESSE DA ROTHSCHILD.... CON IL CHE, ANCHE SE DETTO STATO CON LE TASSE RIUSCISSE A RIPRENDERSI TUTTI I SOLDI CIRCOLANTI NEL PAESE E PRESI A PRESTITO DA ROTHSCHILD, ESSO DOVREBBE  COMUNQUE  E SEMPRE PRENDERE A PRESTITO  DA ROTHSCHILD ANCHE I SOLDI CHE SERVONO PER PAGARE GLI INTERESSI SUL CAPITALE PRECEDENTEMENTE PRESO A PRESTITO, METTENDO COSI' IN MOTO IL SOLITO CRIMINALE E STROZZINO MECCANISMO DI INDEBITAMENTO CRESCENTE E PERPETUO CON CUI L'ITALIA, LA UE, GLI USA, TUTTO L'OCCIDENTE E TUTTO IL RESTO DELL'UMANITA' E' INDEBITATO E VIENE SCHIAVIZZATO,  MANDATO IN MALORA, STERMINATO E CANNIBALIZZATO DA ROTHSCHILD, DAL SUO "DIVINO POPOLO ELETTO" E DA TUTTO IL LORO SEGUITO INFERNALE.

INFATTI, IN PIAZZA A SKOPJE, CHE E' LA CAPITALE DELLA MACEDONIA,  E' CONVOCATA UNA GRANDE MANIFESTAZIONE GENERALE DELL'OPPOSIZIONE IN COMPLETO "STILE UCRAINO":... CON ANCHE ORGANIZZAZIONI ARMATE PARAMILITARI, COME A SUO TEMPO A ''PIAZZA MAIDAN" A KIEV IN UCRAINA.

Domani, domenica, George Soros, su sceneggiatura dell'ambasciata americana a Skopje, con la partecipazione di CIA e NSA, inaugurerà una nuova rivoluzione colorata in Macedonia. Obiettivo l'abbattimento dell'attuale governo del tutto sgradito alle forze rothschildiane globaliste che si servono soprattutto degli Usa.

Tra le comparse in scena sono previsti distaccamenti armati dell'UCK del Kosovo e formazioni militari albanesi.

Cioè rivoluzione "colorata", con contorno di invasione dall'esterno. Il colore non è ancora stato definito, ma si presume che possa essere tinto di rosso. Nel senso che ci sarà del sangue.

SCOPJE


 Distruzioni in una via di Kumanovo in Macedonia, provocate dagli uomini armati dell'Uck albanese, i quali provenendo come invasori da oltre confine dal Kosovo albanese e avendo fatto irruzione nel villaggio macedone, avevano aggredito i reparti antiterrorismo della polizia macedone che presidiava la zona.

- Tensione e destabilizzazione in Macedonia, 22 morti.

Circa tre settimane fa, a Kumanovo, al confine con l'Albania una quarantina di uomini ben addestrati "ha fatto irruzione nel villaggio per attaccare istituzioni statali, centri commerciali e eventi sportivi, con l'obiettivo di destabilizzare la Macedonia" ha precisato il premier Gruevski, che ha parlato di uno dei «gruppi terroristi più pericolosi nei Balcani».

Il conflitto tra polizia e il gruppo di uomini armati alla periferia di Kumanovo (nord della Macedonia) si e' concluso con la neutralizzazione dei 'terroristi'. Lo ha annunciato il portavoce del ministero dell'interno a Skopje Ivo Kotevski.

La polizia, ha detto, ha trovato i corpi di 14 terroristi in uniforme, e si sta lavorando alla loro identificazione. Rinvenuto anche un grande arsenale. Kotevski ha confermato la morte di otto poliziotti tra ieri e oggi.

- Dietro le formazioni armate, gruppi che preannunciano una "guerra" per la creazione della "Repubblica d’Illiria”.
E' di almeno 22 morti, tra cui otto poliziotti macedoni e 14 componenti di un gruppo armato di probabile origine albanese, guidato da 5 cittadini kosovari,e di 37 feriti, il bilancio degli scontri che si sono svolti a Kumanovo, cittadina, a maggioranza musulmana, situata nel nord della Macedonia, alla frontiera con Serbia e Kosovo, nel fine settimana appena trascorso.

Ad oggi non sono confermate le voci che circolavano ieri sulla presenza di vittime civili. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto un consistente arsenale negli stessi luoghi in cui sono avvenuti gli scontri a fuoco.

Il governo macedone ha proclamato due giorni di lutto nazionale per gli agenti uccisi mentre

19 mag 2015



LATTE: QUELLO CHE DEVI SAPERE E NON CONVIENE CHE TU SAPPIA

A me di natura non è mai piaciuto il latte, né il formaggio e i suoi prodotti derivati e sono sicura che tanti bambini che sono stati svezzati naturalmente non abbiano amato il latte di mucca fin dal principio, ma che si siano abituati a poco a poco al suo sapore. Comunque sia ho ricevuto anch’io la mia porzione di latte giornaliero, mescolato con del caffè e 2 bei cucchiaini di zucchero pur di camuffarne il sapore – chiaramente, avevo bisogno anch’io della mia dose di “calcio”!
Il mio corpo rifiuta il latte e al giorno d’oggi questo mio istinto viene rinforzato dalla ricerca scientifica e dalla fisiologia.
latte
Cominciamo subito a discuterne gli svantaggi!
  • Il latte contiene una quantitá considerevole della proteina caseina, la quale non puó essere scissa e digerita poiché nel nostro organismo ci manca l’enzima rennina o chimosina. Lo stesso problema lo troviamo con lo zucchero del latte, il lattosio: gli adulti non possiedono l’enzima lattasi e questo zucchero diventa indigeribile.
  • Il 98% della popolazione è lattosio-intollerante perché non possiedono l’enzima lattasi. Ma invece di riconoscere questa mancanza come parte di un grande schema della Natura, l’industria farmaceutica pubblicizza pastiglie e polveri per aiutare la digestione e scomporre un elemento che non dovrebbe trovarsi nella nostra alimentazione in primo luogo. Come se il pubblico non stesse giá consumando abbastanza droghe (25 MILIONI DI PILLOLE OGNI ORA!!!).
  • La proteina caseina è inoltre nota come potentissima colla industriale per le etichette delle bottiglie di birra e per mobili. Panino alla colla? Nessuno??
  • Moltissime persone credono ciecamente che il latte contenga una quantitá ineguagliabile di calcio, indispensabile per ossa e denti. Sfatiamo questo mito! Il latte contiene sí una quantitá di calcio, il quale peró non puó essere digerito e assimilato propriamente perché le molecole sono connesse alla proteina caseina. Inoltre si trova nel latte una grossa mancanza di magnesio, indispensabile per l’assorbimento del calcio. Il magnesio trasporta il calcio dalle arterie e vene fino alle parti dure del corpo come denti e ossa. Il calcio calcifica le ossa e i denti, ma se si deposita e rimane nelle arterie va a calcificare le arterie. Giá sentito parlare di calcificazione delle arterie? O arteriosclerosi?? E non solo! Invece di rinforzare le ossa, si deposita nelle vene, tendini, cuore e cervello, rovinando il corpo umano e provocandone l’invecchiamento prematuro.
  • Il latte in realtá non dá calcio, lo ruba! Tutto il contrario di ció che ci dicono? Sí. La digestione del latte produce

18 mag 2015

PRIGIONE e LAVORO - 2 mondi paralleli



IN PRIGIONE passi la maggior parte del tempo in una cella 8×10
AL LAVORO passi la maggior parte del tempo in una stanzetta 6×8 se lavori in ufficio, ma spesso anche in fabbrica è cosi

IN PRIGIONE mangi tre pasti al giorno;
AL LAVORO hai solo una pausa per un pranzo che devi anche pagarti e ti è negato pure il tempo per una sana e corretta digestione.

IN PRIGIONE hai del tempo libero per buona condotta;
AL LAVORO se ti comporti beni vieni ricompensato con maggior lavoro.

IN PRIGIONE la guardia apre e chiude tutte le porte per te;
AL LAVORO devi portarti appresso una scheda magnetica ed aprirti tutte le porte da solo.

IN PRIGIONE puoi guardare la TV e giocare;
AL LAVORO… se guardi la TV e giochi vieni

GUADAGNARE SOLDI: ovvero la corsa del topo moderno

L’idea che sia necessario lavorare 8 ore al giorno come dipendente per guadagnarsi da vivere non è mica naturale come vogliono farti credere; anzi, a dirla tutta il posto fisso, lo stipendio a fine mese, ipercorsi di carriera, sono tutte invenzioni piuttosto recenti e appartengono ad un sistema economico-sociale che a partire dal 2008 ha dimostrato tutta la sua fragilità.
 Esiste un’espressione inglese che identifica una corsa senza fineauto-distruttiva ed insensata: la rat race, ovvero la corsa del topo. Questa locuzione prende spunto dalle prove a cui sono sottoposti i poveri topi di laboratorio, che cercano in tutti i modi di fuggire da labirinti diabolici o da ruote che girano all’infinito.

L’espressione la “corsa del topo” è spesso utilizzata per identificare la vita di quei lavoratori moderniche vivono nei labirinti metropolitani, correndo dalla mattina alla sera senza in realtà raggiungere nessun obiettivo di reale valore per se stessi o per la società.

La corsa del topo prevede un percorso ben definito:

  • dobbiamo impegnarci diligentemente durante gli anni di studio, superando brillantemente i nostri esami universitari.
  • dobbiamo cercarci un buon lavoro che ci permetta di raggiungere l’affermazione sociale.
  • dobbiamo lavorare duramente e a testa china (si suggerisce la posizione a 90°) fino allapensione.
  • ed infine andarcene silenziosamente senza recare troppi fastidi.

Eppure negli ultimi anni, si moltiplicano i segnali del fallimento di questo “percorso”:

  • mentre noi cerchiamo di migliorare il nostro metodo di studio, c’è chi “consegue” la laurea in 1 anno a Tirana e fino all’altro giorno ha guadagnato 10.000€ al mese come consigliere della Regione Lombardia.
  • mentre noi sosteniamo decine di colloqui di lavoro per un posto da stagista da 500€ al mese, Miss Colombia guadagna 10.000€ al mese per fare da “consulente” ad una azienda che progetta elicotteri.
  • mentre noi la pensione la vedremo nel vocabolario sotto la definizione “usanza del passato ormai desueta”, c’è chi oggi ne porta a casa una da 30.000€ ed è stato appena nominato esperto per valutare lo spreco di soldi pubblici utilizzati per finanziare i partiti.

Non so tu, ma io ultimamente sono un po’ incazzato e quando sono incazzato, piuttosto cheabbaiare in piazze reali e virtuali, preferisco mordere, cercando, trovando ed applicando soluzioni pratiche per il cambiamento.                                                                                                                                      

LA SCHIAVITÙ DEL LAVORO 

"La libertà non è fare quello che si vuole; 
è sapere quello che si vuole. 




Ma questa civiltà ti toglie il tempo di capire se quello che stai facendo è quello che veramente vuoi; di solito lo stai facendo perchè c'è un grande fiume che si chiama "consumismo" che va in quella direzione e tu sei solo uno dei tanti pesci in quel grande fiume. 

La sottrazione del nostro tempo è mirata a trasformare l'uomo in consumatore: l'essere umano pensante deve essere trasformato in consumatore. Meno si pensa, e più si consuma. 

Il miglior consumatore è quello non pensante. 
Non facciamo più le cose per scelta, ma perché le abbiamo fatte ieri e quindi le rifaremo domani; i nostri gesti automatici sono il 90% della giornata. 

Bisogna riprendersi il tempo e iniziare a chiedersi "perchè?". Perchè compro questo? Perchè faccio questa cosa? Perchè leggo questo libro? Perchè guardo questo programma? Perchè vado a vedere questo film? A costo di diventare dei rompiballe... fa bene!

Bisogna chiedersi "perchè" per uscire dalla trappola del "come"; tutti vi dicono come comprare una macchina, nessuno vi spiega perchè ve la dovete comprare. Vi serve davvero? Vale la pena di spendere non solo dei soldi ma anche del tempo per questo?



Dobbiamo costruire un futuro fondato sul "perchè", perchè ci hanno dato dei falsi obiettivi, dei falsi sogni. La cosa fondamentale è che qualunque cosa vogliate fare vi chiediate veramente perchè la fate. Se pensate che quello che state facendo, comprando, leggendo, vedendo, sia inutile, non lo fate: toglietelo. In questa maniera vi ritrovate il tempo per fare qualcos'altro di fondamentale."

Gianfranco Carpeoro





MANIPOLAZIONE MENTALE DA PARTE DEL GOVERNO AMERICANO 

LETTERA MIKE PATRICK'S AL GOVERNATORE DEL COLORADO - no alle armi satellitari

Oggetto:   Statale, nazionale e internazionale di emergenza - Organizzato Stalking e sorveglianza satellitare e la tortura


Egregio Governatore Hickenlooper,
Volevo farvi conoscere una situazione di emergenza.   La tecnologia satellitare è silenziosamente collegato a milioni di persone, compresi i bambini, in tutto il mondo.   Fornisce posizione costante, la vista, il suono e la sorveglianza di pensiero.   Gli operatori possono letteralmente sentire quello che sentiamo, vediamo ciò che vediamo e leggiamo i nostri pensieri.   Questa tecnologia viene utilizzata anche come uno strumento di tortura invisibile remoto trasmettendo suoni inspiegabili, voci, immagini, odori e sapori direttamente nel cervello, creando numerosi dolori e le sensazioni in tutto il corpo e la modifica in modo significativo il sonno, il livello di energia e stati emotivi.   Molti credono la tecnologia ha un "kill switch", in grado di causare insufficienza cardiaca istantanea o un ictus.   Tutti sono potenzialmente a rischio.  Immaginate Hitler o Stalin con questa tecnologia.
Aaron Alexis, il tiratore Washington Navy Yard, Miriam Carey, girato in fuga un posto di blocco della Casa Bianca nel mese di ottobre del 2013, Domenico Adesanya, uno dei recenti ponticelli recinzione della Casa Bianca, e Myron maggio, il tiratore alla Florida State University lo scorso novembre, sono stati tutti presi di mira e torturato prima di quegli eventi.  Eddie Ray Routh potrebbe essere stato preso di mira, torturato e provocato per uccidere Chris Kyle, il pluridecorato Navy SEAL ritratto in American Sniper, e il suo amico Chad Littlefield.   Molte altre tragedie apparentemente inspiegabili, tra fucilazioni di massa che vanno indietro di decenni, e un numero imprecisato di suicidi sono stati causati da persone che vengono torturate oltre i loro punti di rottura.   Dopo l'esposizione, questo sarà il più grande crimine della storia degli Stati Uniti.
Ci sono milioni di vittime della tortura satellite in tutto il mondo.   La maggior parte non sanno nemmeno questa tecnologia esiste.   Molti sono spinti nel sistema della salute mentale.   Negli ultimi dieci anni o giù di lì, l'informazione è spuntati ovunque - libri, articoli, siti web, blog, petizioni, testimonianze delle vittime, gruppi di sostegno, etc.   Pubblicato da vittime di torture che cercano di dare un senso a qualcosa di quasi impossibile da comprendere, l'informazione è comprensibilmente in tutto il bordo.   Cerca "individui mirati", "pedinamento organizzata", "banda agguato", "molestie elettronico" e "assalto tecnologico".   Un gruppo di sostegno importante, Libertà da Covert molestie e sorveglianza , è stata costituita 10 anni fa e ha membri e gruppi di supporto affiliati in tutto il paese e in tutto il mondo.  
Dal momento che la tecnologia satellitare è classificato e nessuna informazione è stata rilasciata al pubblico, ci sono molte teorie diverse per quanto riguarda assalto tecnologico.   Tuttavia, ogni teoria vitale deve essere in grado di spiegare come le persone si rivolgono in aereo a 35.000 piedi sopra il mezzo dell'oceano.   Satellite è l'unica tecnologia in grado di farlo.
Molte vittime di sorveglianza satellitare e torture anche l'esperienza "pedinamento organizzata".   Questo è lo stalking, il monitoraggio, le molestie e l'intimidazione condotta da un grande, organizzata, gruppo ben finanziato.   Lo stalking organizzato è una forma di tortura psicologica che usa tattiche simili a quelli utilizzati da regimi corrotti nel corso della storia per manipolare e controllare le loro popolazioni.   I tedeschi avevano un nome per il terrore psicologico inflitto dalla Stasi nella ex Germania Est comunista - Zersetzung o decomposizione.   Cittadini americani nelle comunità attraverso gli Stati Uniti di essere vittima di appostamenti organizzata.   La dimensione e la portata del dispositivo di stalking organizzato suggeriscono il coinvolgimento del governo e il finanziamento.          
Sono stato un residente del Colorado dal 1999 e una vittima di stalking organizzato e sorveglianza satellitare e la tortura per circa negli ultimi dieci anni.   Ho attaccato una copia di un documento che ho scritto Maggio 2014, "End il Tormento".  Esso descrive alcune delle mie esperienze personali.   Ho riferito questi crimini al dipartimento di polizia di Denver, Ufficio dello sceriffo della contea di Douglas e l'ufficio dello sceriffo della contea di Summit.   Ho anche contattato l'FBI in numerose occasioni.   A mia conoscenza, nessuna indagine è stata avviata.   La tortura brutale continua ogni secondo di ogni giorno.  
Le vittime in tutto il paese hanno

17 mag 2015

EUROGENDFOR


Eurogendfor: fino a qualche tempo fa, quando ancora si riusciva a nascondere la loro presenza “occulta” e repressiva nelle manifestazioni dei liberi cittadini, qualcuno, non pochi, ha avuto il coraggio di urlare alla bufala.

Ma quando si sono visti prima a Napoli e poi a Bologna, è sceso il gelo totale, dietro la solita solfa: lo vuole l’Europa.

Abbiamo il coraggio di aprire gli occhi e capire?

La super gendarmeria europea, che ufficialmente è un corpo speciale voluto da cinque Stati membri (Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna) per gestire le crisi internazionali è stata istituita nel 2007 con il Trattato di Valsen.

Il suo motto – perchè tutti i corpi di polizia, come le famigerate SS, devono averne uno – è il seguente, “Lex Paciferat”, cioè “La legge porterà la Pace”.

In Italia è previsto che in futuro sparirà addirittura l’Arma dei carabinieri: in parte gli effettivi saranno assorbiti dalla polizia, in parte da Eurogendfor.

Questa la storia della sua creazione.

Il 14 maggio 2010 l’assemblea di Montecitorio ratifica all’unanimità – 443 presenti, 442 assensi e un solo astenuto – con la legge n. 84 il “Trattato di Velsen”. Il Senato, poco prima, il 28 aprile, vota alla stessa maniera.

Il 12 giugno il “Trattato” entra in vigore.

Di che si tratta?

Di uno dei casi più inquietanti di cedimento di sovranità nazionale che la storia del Parlamento italiano ricordi.

Perché se la ratifica del Trattato del Nord Atlantico, che istituiva la Nato, firmato a Washington il 4 aprile 1949, e l’accordo che ratificava nello stesso Trattato lo statuto dei vari eserciti, firmato a Londra il 19 giugno 1951, furono discussi apertamente in aula e su tutti i quotidiani animando un dibattito citato tutt’oggi su tutti i manuali di storia dell’Italia contemporanea, il “Trattato di Velsen”, al contrario, passa nel silenzio più totale.

Domanda: a cosa serve? E soprattutto: perché tanto silenzio?

Il blackout mediatico certo non aiuta: rare notizie apparse su varie testate parlano di “totale immunità giudiziaria”, per la nuova milizia, “a livello nazionale ed internazionale”.

Non solo.

L’articolo 21 del Trattato di Velsen prevede l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor. L’articolo 22 immunizza le proprietà e i capitali della super-polizia da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli Stati nazionali, e l’articolo 23 prevede

13 mag 2015

"Con la scusa del terrorismo ci tolgono i diritti"
Stefano Rodotà denuncia la deriva europea

Francia e Spagna hanno appena approvato due leggi che limitano la libertà di espressione e autorizzano la vigilanza di massa, mentre il caso Nsa continua a scatenare polemiche. Parla il giurista e già garante della privacy. Che punta il dito contro la politica

E' dal giugno del 2013, quando Il The Washington Post ed il The Guardian pubblicarono le rivelazioni di Edward Snowden sulle attività di intercettazione e sorveglianza a tappeto messe in atto dalla Nsa, che il termine "sorveglianza di massa" è entrato nella discussione pubblica e nella consapevolezza collettiva.

Se da un lato è proprio di questi ultimi giorni la notizia che una Corte Federale di New York ha dichiarato "illegali" queste attività di sorveglianza, dall’altro, proprio in Europa, dopo gli attentati terroristici di Parigi, i governi di Francia e Spagna, sostenuti dai rispettivi parlamenti, hanno avviato un’attività di legiferazione mirata a censurare la libertà di espressione e ad attivare meccanismi giuridici e tecnologici volti a controllare massivamente i cittadini e le loro comunicazioni.

Con grave pericolo per la democrazia di quei paesi. Ma anche con il timore che quella che sta diventando una vera e propria deriva autoritaria, possa espandersi ad altri paesi del vecchio continente o comunque minarne l’integrità e la fragile unità istituzionale.

Per Stefano Rodotà è un momento di importante verifica della tenuta delle istituzioni ed ordinamenti europei da cui potrebbe nascere, sul piano della democrazia, un’Europa a due velocità.

Professor Rodotà, in Francia e Spagna la democrazia e la libertà di espressione sembrano a rischio. Cosa sta accadendo nel cuore dell’Europa?
Sta accadendo, e non è la prima volta, che utilizzando come argomento, o meglio, come pretesto, fatti riguardanti il terrorismo o la criminalità organizzata si dice "l'unico modo per tutelare la sicurezza è quello di diminuire le garanzie e di aumentare le possibilità di controllo che le tecnologie rendono sempre più possibile".
E questo è sempre avvenuto, è avvenuto in particolare dopo l’11 settembre, vicenda che ho vissuto in prima persona perché all’epoca presiedevo i garanti europei e ho avuto una serie di contatti continui con gli Stati Uniti che chiedevano un’infinità di informazioni da parte dell’Europa, cui abbiamo in parte resistito.
Questa volta si tratta di una spinta molto interna. Però mi consenta di fare una notazione perché in questi anni si è parlato infinite volte di "morte della privacy": questa è una vecchia storia, perché già negli anni ’90 l’amministratore delegato di Sun Microsistems Scott McNealy diceva , riferendosi alla potenza della tecnologia: "Voi avete zero privacy, rassegnatevi". La verità è che il rischio non viene dalla tecnologia, viene dalla politica, dalla pretesa di una politica autoritaria di usare tutte le occasioni per poter aumentare il controllo sui cittadini. Controllo di massa, non controllo mirato. Politica in senso lato. Perché sono i governi, le agenzie governative di sicurezza che in questo modo cercano di impadronirsi della maggior quantità di potere possibile.

C’è un "pericolo democrazia"?
Questo momento rappresenta un passaggio istituzionale importante, vi è una prepotenza governativa, rispetto alla quale i parlamenti non se la sentono di resistere: tanto in Spagna quanto in Francia, in sostanza c’è una accettazione sia della maggioranza che dell’opposizione. In Francia addirittura l’iniziativa è di un governo socialista, anche se sappiamo chi è Manuel Valls e perché è stato scelto. Tutto questo sta spostando l’attenzione e le garanzie nella direzione degli organismi di controllo giurisdizionali, cioè gli organismi che vegliano sulla legittimità di queste leggi dal punto di vista del rispetto delle garanzie costituzionali. Che sono le Corti Costituzionali in Europa e negli Stati Uniti le Corti Federali.
Non vorrei che si dicesse "Eh cari miei voi la privacy l’avete già perduta perché la tecnologia in ogni momento vi segue e vi controlla", perché la verità è che l’attentato ai diritti fondamentali legati alle informazioni viene dalla politica e questo è il punto. Non è la tecnologia.

La motivazione che viene proposta dai governi è sempre di voler individuare i criminali, non spiare i cittadini e con la tecnologia è possibile farlo…
Non tutto ciò che è tecnologicamente possibile è politicamente ammissibile e giuridicamente accettabile. C’è un momento in cui la politica si deve assumere le sue responsabilità e non può dire "ma la tecnologia già rende disponibile tutto questo".
La legge spagnola e la legge francese mettono radicalmente in discussione la libertà di manifestazione del pensiero. Finora commettere un reato nell’accesso ad un sito era previsto solo per la pedopornografia. Adesso in Spagna è previsto "l’indottrinamento passivo": il semplice fatto che io vada su un certo sito può essere reato.
D’altro canto, nella norma francese in discussione si è introdotta la possibilità di mettere in rete strumenti che consentono di seguire continuamente l’attività delle persone. Nella legge francese si usa addirittura l’espressione "boîtes noires" per definire dei congegni che riducono le persone ad oggetti, utilizzando un apparato tecnologico per verificarne minuto per minuto, il comportamento. E qui c’è una trasformazione stessa del senso della persona, della sua autonomia, del suo vivere libero. La Germania ha stabilito che non è possibile farlo, esiste una privacy dell’apparato tecnologico che si utilizza, estendendo l’idea di privacy dalla persona alla strumentazione di cui si serve.
Inoltre, relativamente alla possibilità di entrare all’interno dell’apparato tecnologico dell’utente, che è una delle ipotesi al vaglio del legislatore, la Corte costituzionale tedesca recentemente ed ancor più recentemente la Corte Suprema degli Stati Uniti hanno affermato che non è legittimo.
Se la Francia porta avanti questa discussione e la Germania resta ferma sui principi enunciati dalla sua Corte Costituzionale allora avremo nuovamente un’Europa a due velocità, dove i cittadini francesi perdono velocità, perdendo diritti.

Ma ormai forniamo, consapevolmente o meno, i nostri dati ovunque, in rete. Non è già andata perduta la nostra privacy?
Io so che se uso la carta di credito in quel momento sono localizzato, viene individuato che tipo di transazione viene effettuata e quindi si sa qualcosa sui miei gusti, sulle mie disponibilità finanziarie e così via. Però questo argomento non giustifica il fatto che poi, la conseguenziale raccolta delle informazioni implichi che chiunque se ne possa impadronire impunemente. Anzi il problema di uno stato democratico è quello di rendere compatibile la tecnologia con la democrazia. È questo il punto. Uno stato che dice di voler mantenere il suo carattere democratico non dice "visto che ho una tecnologia disponibile la uso in ogni caso".
Il problema ulteriore è che si sta determinando un’alleanza di fatto tra soggetti che trattano i dati per ragioni economiche e agenzie di sicurezza che li trattano per finalità di controllo. Perché, dopo l’11 settembre in particolare, l’accesso ai dati raccolti dalle grandi società da parte dei servizi di intelligence c’era e c’è stato solo l’accenno a qualche timida reazione, ad esempio, da parte di Google. Sappiamo che in quel momento si sedettero allo stesso tavolo gli "Over the Top" (intendendo con questo termine le grandi multinazionali dell’ICT - ndr) ed i responsabili delle agenzie di sicurezza.

Ma oltre la questione giuridica vi è la necessità di una maggiore consapevolezza degli utenti, che si rendano conto anche di cosa accade, di come sono gestiti i propri dati che capiscano l’uso che ne viene fatto…
Assolutamente d’accordo. C’è un grande problema culturale. È un problema che investe il sistema dell’istruzione ed il sistema dei media. Molte delle sentenze che ho citato, infatti, provengono da richieste di semplici cittadini o di associazioni che hanno portato davanti alle corti questi comportamenti. Quindi non c’è dubbio che oggi il problema, in largo senso, della "consapevolezza civile" è un problema fondamentale.
I cittadini non sanno ad esempio, che possono rivolgersi persino al ministero dell’Interno per sapere se vi sono trattamenti in corso sul proprio conto. Addirittura in Italia, tramite il Garante, il cittadino in alcuni casi può accedere ai dati trattati dai servizi di intelligence che lo riguardano.

fonte:  http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/05/12/news/con-la-scusa-del-terrorismo-ci-tolgono-i-diritti-stefano-rodota-denuncia-la-deriva-europea-1.212058?ref=fbpr

10 mag 2015

LEV NIKOLAEVIC TOLSTOJ 
1901: intervista a Tolstoj

Quello che potete leggere, qui di seguito, è un documento di particolare interesse storico, cioè l’unica intervista con Lev Tolstoj, apparsa sul quotidiano francese Le Figaro, il 30 luglio e il 3 settembre 1901 e mai ripresa in Italia. L’intervista è di poco posteriore all’articolo di Tolstoj sulla questione operaia, dal titolo La schiavitù del nostro tempo. I corrispondenti di Le Figaro avevano iniziato nel 1893 una serie di interviste dal titolo Gli scrittori e la politica: gli intervistati furono Maurice Barrès, Edmond de Goncourt, Paul Adam, Emile Zola. La serie si chiuse nel 1901, appunto, con l’intervista con Lev Tolstoj sul socialismo e sul senso dell’uomo
Tolstoj
Era il 5 giugno 1892. Una terribile carestia attanagliava la Russia. Tolstoj era andato con la sua figlia più giovane nella contrada più provata, verso Tambov o Voronèje, per distribuire grano. Gli ero andato incontro fino a Klekatky, molto lontano a sud di Mosca. E’ un piccolo villaggio dove le persone non parlano né il francese, né il tedesco. Le case, attaccate le une alle altre o disposte a caso, sono edificate con travi appena squadrate. I tetti sono ricoperti di stoppie o di grosse zolle di terra rettangolari dove cresce l’erba. I contadini russi ebbri, uscendo dal kabak (dall’osteria), mi salutano con riverenza. La strada è percorsa da solchi, ovunque aspetto di miseria e di abbandono. Riesco, con l’aiuto di un manuale di conversazione, a sapere che il conte Tolstoj è atteso per l’indomani nella mattinata ed ottengo una larga panca per coricarmi, presso il vetturale Irmolaiew, dove deve passare il conte…
Dormii male. Il conte Tolstoj arrivò l’indomani alle sei. Vengono ad avvertirmi. Gli andai incontro sulla soglia dell’isba e mi presentai. Mi tese cordialmente la mano, con un sorriso di benvenuto sulla sua faccia venerabile. Vestito con una giacca di lana grigia legata in vita da una cintura, con il capo coperto da un berretto di panno. Calzava stivali e, con un bastone in mano, mi apparve quale egli era, ossia come il buon pellegrino dell’umanitarismo. Gli feci i complimenti per il suo bell’aspetto e per la sua aria giovanile, del resto i miei complimenti erano sinceri poiché, malgrado la sua barba lunga, color sale e pepe, appariva ancora come un uomo nel pieno del vigore. I suoi occhi ardenti, dallo sguardo inquisitore e profondo, brillavano dietro le sopracciglia cespugliose. Non accettò i miei complimenti. Dopo avermi presentato la sua figlia ultimogenita, una ragazza di ventitré o ventiquattro anni, che aveva fatto proprie le idee del padre, prendiamo il treno per Toula, in uno scompartimento di terza classe che trovavo molto duro a causa della nottata che avevo passato sulla panca. Tolstoj era allegro e parlava con brio in perfetto francese.
“Nel mondo ci sono due condizioni morali possibili per l’uomo: una che consiste nel moltiplicare le felicità materiali, l’altra nel ridurle il più possibile, perché non possano nuocere all’intelletto. In altre parole, ci sono due specie di uomini sulla terra: coloro che vogliono essere felici dal punto di vista materiale (ed io ero tra questi) e coloro che vogliono soprattutto accrescere la propria felicità morale (attualmente sono con questi) […]”.

Lei crede nel progresso?
“Credo che la nostra sorte debba cambiare e che può essere

08 mag 2015

Sandra Amurri oltre il bavaglio, la condanna per essere testimoni


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 Sandra Amurri








di Aaron Pettinari

In un Paese come quello italiano ritenuto, secondo il rapporto dell'associazione Reporter sans frontieres, al settantatreesimo posto nel Mondo per la libertà di informazione, ci vuole coraggio per essere giornalisti. E' proprio vero, soprattutto oggi che la stampa viene messa alla berlina, in particolare da una certa politica che vorrebbe porre un nuovo freno a quel diritto di informare e di essere informati sancito dall'Articolo 21 della nostra Costituzione. In principio fu “legge bavaglio”, poi ddl Intercettazioni, quindi l'utilizzo delle “querele temerarie”, diventate sempre più uno strumento di intimidazione preventiva con richieste di danni penali e civili e accompagnate dalla minacce di risarcimenti milionari, che vengono effettuate allo scopo di indurre alla censura o all'autocensura. Poiché non c'è mai limite al peggio in Parlamento si è tornati a discutere una nuova legge sulla diffamazione che, con la scusa di levare il carcere, tende ad introdurre norme pericolose e di difficile applicazione in materia di rettifica, di diritto all’oblio, di entità delle sanzioni pecuniarie. Ma c'è un altra cosa che chiunque voglia intraprendere la carriera del giornalista deve sapere (anche se può anche essere rivolto ad ogni semplice cittadino): se in qualche maniera capita di ascoltare dei discorsi su notizie di reato è meglio voltarsi dall'altra parte e far finta di non aver sentito nulla. O almeno è questo “l'insegnamento” che si trae se si guarda quanto accaduto alla collega de Il Fatto Quotidiano, Sandra Amurri.
Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che di fatto dà torto alla giornalista che aveva querelato l'ex politico della Dc Calogero Mannino, per insulti a mezzo stampa. Una vicenda che parte da lontano, nel dicembre 2011, quando la stessa Amurri si è trovata ad assistere casualmente ad un dialogo tra l'onorevole Calogero Mannino (all'epoca esponente Udc) e l'ex democristiano Giuseppe Gargani, riconosciuto solo in un secondo momento tramite il telefono cellulare. Un episodio che la stessa giornalista ha poi descritto sulle colonne de Il Fatto Quotidiano il 10 marzo, dopo aver già verbalizzato tutto ai magistrati di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-mafia. Scrisse allora la Amurri: “Sono circa le 12,30 di mercoledì 21 dicembre quando arrivo alla pasticceria Giolitti in via degli Uffici del Vicario, a due passi da Piazza del Parlamento, dove ho appuntamento per ragioni di lavoro con l’onorevole Aldo Di Biagio di Fli. Entro, ma non lo vedo. La voglia di accendere una sigaretta supera anche il freddo pungente. Esco. Mi siedo a un tavolino e ordino un cappuccino”. Quindi proseguì nella sua ricostruzione: “Poco dopo vedo arrivare, a passo lento, l’onorevole Calogero Mannino in loden verde, in compagnia di un signore dai capelli bianchi, occhiali, cappotto scuro taglio impermeabile e in mano un libro e dei fogli. Non so chi sia. I due stanno parlando. E continuano a farlo fermandosi in piedi accanto al mio tavolo. Mannino, che mi dà le spalle, dice con tono preoccupato e guardandosi più volte intorno sospettoso: ‘Hai capito, questa volta ci fottono: dobbiamo dare tutti la stessa versione. Spiegalo a De Mita, se lo sentono a Palermo è perché hanno capito. E, quando va, deve dire anche lui la stessa cosa, perché questa volta ci fottono. Quel cretino di

Noam Chomsky: Non ha più importanza chi detiene il potere politico, tanto non sono più loro a decidere le cose da fare.


Chomsky
di Noam Chomsky (basato su dibattiti tenuti in Illinois, New Jersey,Massachusetts, New York e Maryland nel 1994,1996 e 1999)

 Negli ultimi venticinque anni il capitale finanziario multinazionale, piuttosto che negli investimenti e nel commercio, è stato impiegato nelle speculazioni sui mercati azionari internazionali, al punto da dare l’impressione che gli Stati Uniti siano diventati una colonia alla mercé dei movimenti di capitali internazionali. Non ha più importanza chi detiene il potere politico, tanto non sono più loro a decidere le cose da fare. Che portata ha, oggi, questo fenomeno sulla scena intemazionale? Per prima cosa dobbiamo fare più attenzione al linguaggio che utilizziamo, me compreso. Non dovremmo parlare semplicemente di “Stati Uniti”, perché non esiste una simile entità, così come non esistono entità come l'”Inghilterra” o il “Giappone”. Può darsi che la popolazione degli Stati Uniti sia “colonizzata”, ma gli interessi aziendali che hanno base negli Stati Uniti non sono affatto “colonizzati”. A volte si sente parlare di “declino
dell’America”, e se si osserva la quota mondiale di produzione che viene effettuata sul territorio degli Stati Uniti è vero, è in declino. Ma se si considera la quota di produzione mondiale delle aziende che hanno sede negli Stati Uniti, ci si accorgerà che non c’è alcun declino, anzi, le cose vanno per il meglio. Il fatto è che questa produzione ha luogo soprattutto nel Terzo mondo.  Quindi possiamo parlare di “Stati Uniti” come entità geografica, ma non è questo ciò che conta nel mondo degli affari. In sintesi, se non si parte da un’elementare analisi di classe non si riesce nemmeno a comprendere il mondo reale: cose come “gli Stati Uniti” non sono entità. Ma lei ha comunque ragione: gran parte della popolazione degli Stati Uniti viene sospinta verso una sorta di condizione sociale da Terzo mondo colonizzato. Dobbiamo però ricordare che esiste un

Di PaolaTaverna

Beh che dire... gran settimana da schifo con un degno finale.
Io non riesco più neanche a tenere il passo con tutte le schifezze che fanno. E poi come le fanno... con quell'atteggiamento complice da compagni di merende dove l'insulto alla deputata diventa dialetto stretto come se uno venisse dalla montagna del sapone, e popolo caprone che si beve qualunque cosa.
Hanno azzerato l'unica opposizione sbattendo fuori 62 deputati.
Vi stanno prendendo per i fondelli abolendo un bel pezzo di niente.
I vitalizi... Seeeeeeeeeeeeee
Le province.... E vaiiiiiiiiiiii
Il Senato..... Yeppaaaaaaaaa
I finanziamenti pubblici ai partiti...... BUUUMMMM
Ma dove cavolo vivete voi che credete in queste cose, ma santoiddio ve lo scriviamo gridiamo DIMOSTRIAMO tutti i giorni.
Vi stanno dicendo una manica di stronzate.
Io Vi prego aprite gli occhi.
Non posso credere che stiamo consegnando il nostro paese nelle mani di questa gente.

07 mag 2015

Abbattere la “competizione” sul lavoro per superare il neoliberismo

Cercare di porre fine alla competizione forsennata tra i lavoratori su cui si basa il sistema economico dominante potrebbe essere un primo mattone per un suo superamento e per la costruzione di un sistema più umano, capace di mettere l’uomo al centro al posto del mero profitto. Per farlo bisogna sradicare il concetto stesso culturale di competizione e anche quello di merito“.

Maurizio Landini ci sta simpatico, sicuramente non potrà essere l’uomo della provvidenza della sinistra italiana ma ha il merito, se non altro, di aver toccato alcuni temi nevralgici che una “sinistra” degna di questo nome dovrebbe riprendere in mano e da cui dovrebbe ripartire. “Io voglio impedire la competizione tra i lavoratori”, ha detto Maurizio Landini, leader della Fiom, intervistato da Lucia Annunziata per “in 1/2 ora”. Per la verità Landini ha detto anche molto altro, rispondendo per le rime a Matteo Renzi e parlando ancora una volta della sua “Coalizione Sociale” che vorrebbe lanciare, un modo per mettere insieme il mondo del lavoro e non un movimento politico per sostituire l’attività del sindacato, una sorta di “aggregazione sociale con una funzione politica” che si propone ovviamente di battere sul loro terreno governo e Confindustria. Landini per la verità è andato anche nel dettaglio della critica a Renzi dimostrando come e in che modo abbia sostanzialmente tolto per decreto diritti a tutti, dividendo il mondo del lavoro, smantellando l’articolo 18 e guardando sistematicamente ai diritti di alcune imprese piuttosto che ai diritti dei lavoratori. Ma indipendentemente dalla bontà o meno del progetto della Coalizione Sociale secondo noi Landini ha centrato il punto principale, quello della lotta culturale a questo sistema. E lo ha fatto quando ha

05 mag 2015

ECCO CHI HA DECISO LA FAME NEL MONDO: CONTROLLA IL NOSTRO CIBO E CI TRATTA COME POLLI D’ALLEVAMENTO

1688 
Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

Che ci crediate o meno, il cibo è uno degli strumenti di controllo più potenti del Sistema, a livello economico e politico. C’è quindi qualcuno che ha interesse a decidere «se», «come» e «quanto» cibo farci arrivare.
È attraverso la scarsità di una risorsa che è possibile controllare chi quella risorsa fa fatica a procurarsela. E così il nostro sistema si basa sulla scarsità. Scarsità di denaro, scarsità di cibo. Il controllo della società attraverso la scarsità è un modello socio-economico-politico teorizzato da Henry Kissinger, ex consigliere del Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti (carica che ha ricoperto dal 1969 al 1977) e premio Nobel per la Pace nel 1973 (e bisognerebbe aprire una parentesi sui legami tra le commissioni per i premi Nobel e il Sistema stesso, dato che oltre a Kissinger, anche Obama pare ne abbia vinto uno sempre per la pace…).
Una delle frasi più celebri di Kissinger è: «Control oil, and you control nations».
Controlla il petrolio e controllerai le nazioni.
Vi dice nulla questa frase, alla luce della politica estera adottata dagli Stati Uniti?
Ma c’è una frase meno celebre, ma ancora più scioccante dello stesso Kissinger, che dice: «Control food, and you control the people».
Controlla il cibo, e controllerai le persone.
E come si può controllare il cibo? La risposta è duplice: controllando la terra e controllando i semi. Vediamo come.
Land Grabbing è il titolo di un libro scritto dal giornalista d’inchiesta Stefano Liberti che espone uno dei fenomeni più recenti della nostra economia: l’accaparramento di terre. Cosa significa accaparrarsi le terre? Vuol dire impossessarsi fisicamente di un’estensione più o meno grande di terreno, al fine di sfruttarlo per la coltivazione. Questo mercato ha cominciato a svilupparsi e crescere in modo impressionante negli ultimi anni, proprio quando il mercato finanziario stava subendo un momento di crisi e aveva bisogno di nuovi business. Il «landgrabbing» sta coinvolgendo molti investitori privati (le banche in primis!) ma anche istituzionali, tra cui addirittura alcuni Stati che hanno insufficienti terre coltivabili all’interno dei propri confini nazionali per garantire approvvigionamento alimentare a tutta la propria popolazione.
Quali terre sono soggette all’accaparramento? Di certo non quelle europee né quelle degli altri paesi già industrializzati. Le terre oggetto di questo fenomeno sono quelle dei paesi del Terzo Mondo, come quelli africani. Lì è pieno di campi da coltivare, magari attualmente occupati da qualche tribù di contadini che non hanno nemmeno un atto di proprietà per rivendicarne il possesso o il diritto a occuparli. E allora per il rappresentante istituzionale di uno stato occidentale che si presenta in giacca e cravatta diventa facile stringere un accordo commerciale con i politici dello stato africano in questione: con cifre irrisorie e in poco tempo ci si accaparra letteralmente l’esclusiva di sfruttamento di un terreno per la durata di decenni.
Volete qualche esempio?
Guardiamo il caso della Daewoo. La Daewoo è una multinazionale coreana impegnata in attività di diverso genere, tra le quali, ad esempio, la produzione di automobili e di navi e la realizzazione di prodotti elettronici e di precisione per l’industria. Nel 2008 l’azienda coreana firmò un accordo con il governo del Madagascar secondo il quale la stessa Daewoo avrebbe acquisito l’esclusiva di sfruttamento di 1,3 milioni di ettari di terra presenti nell’isola africana per i successivi 99 anni. Considerando che in Madagascar il totale delle terre coltivabili ammonta a 2,5 milioni di ettari, significa che la Daewoo si era aggiudicata la gestione di più della metà della terra coltivabile sull’isola!

03 mag 2015

Provate...


Provate a dire ad un giovane che la sua vita, dai suoi anni fino alla vecchiaia, sarà pagata meno di 1.000 euro il mese, per sempre, così, sogni e bisogni, tutto in quei 1.000 euro, o meno.
Provate a dire ad un giovane che studiare serve a poco. Lui sa benissimo il perché: poiché, pur bravo diventi, sarà sbeffeggiato dal figlio del Direttore Generale, del Primario, del Giudice...che gli passerà davanti senza nemmeno guardarlo, mentre s’accomoda in un posto dove non dovrà fare nulla, solo obbedire ai comandi dall’alto. E guadagnare.


Provate a dire ad un giovane che quella mostra, l’Expo, sarà una virata verso il bel tempo, che l’economia si risolleverà: si metterà a ridere, perché sa benissimo che la deindustrializzazione dell’Italia fu decisa, in ambito europeo, molti anni fa. Ascoltate persone che sapevano come Nino Galloni: lui lo ha fatto, voi non sapete nemmeno chi sia Nino Galloni.
Provate a dire ad un giovane, a ribadirgli, che almeno si è trattato di lavoro per tanta gente, e lui vi ribadirà la lista delle tangenti, degli accordi succosi, dei favori, dei nepotismi che hanno ammantato la vicenda.
Provate a dire ad un giovane che il Job Act sarà la chiave di volta per definire i suoi diritti e doveri in un quadro democratico: vi osserverà come si guarda lo scemo del villaggio mentre blatera le sue litanie senza senso.
Provate a dire ad un giovane che, quando sarà meno giovane, lo stato si prenderà cura di lui: dopo tanto lavoro mal pagato avrà diritto ad una pensione. Non saprà se scoppiare a ridere o piangere, perché sa benissimo che – con l’avanzare del tempo – la pensione la prenderanno soltanto più i politici ed i loro accoliti. Per gli altri, lavoro fino al giorno prima del funerale.
Provate a dire ad un giovane che i SUV che osserva in strada, le vetrine milionarie, i ricevimenti alla Scala, i tappeti rossi, i Festival...sono il giusto corrispettivo per chi, come capitano d’industria, ha fatto la fortuna sua e delle persone che hanno lavorato per lui. Vi risponderà che i SUV, le vetrine milionarie...e tutto il resto sono i proventi dei furti organizzati, delle tangenti, delle ruberie. Capitani d’industria? Ah, ah, ah...possiamo chiamare così chi s’arricchisce pagando la gente 700 euro il mese quasi senza contribuzione...per fare cosa? Per seppellire rifiuti nei campi? Per costruire ponti che crollano il giorno dopo? Allontanatevi da qual giovane: potrebbe incazzarsi.
Presidenti che tutto presiedete, da Mattarella a Renzi, da Maroni a Pisapia...ma...vi stupite tanto che qualche centinaio di giovani dica basta a tutto questo in modo violento? Se lo dice nel modo corretto – quello che volete ascoltare voi – manco lo state a sentire. Se non dice nulla meglio ancora. Se lo dice, per lui, qualcuno in Parlamento lo zittite e lo deridete.
Ma vi stupite?

Carlo Bertani

fonte:    http://carlobertani.blogspot.it/2015/05/provate.html
Commento di un utente anonimo sulla guerriglia urbana e altro con il quale viene espresso un concetto che condivido totalmente:

 Se da una parte ci può e deve interessare chi siano questi giovanotti scatenati, educati al compito di fare casino, dopo che non ci siamo fatti però per anni la domanda per lo stadio, o per certe operazioni che tanto piacciono alla criminalità organizzata, o per altre che invece sono incluse negli allenamenti di "guerriglia urbana" che da decenni strutturano la nostra società "occidentale" nel complesso, beh, sarebbe un po' forse come curare il mal di testa con l'analgesico sapendo che è correlato al mal di pancia. Non so perchè, ma a me non risulterebbe assurdo se si scoprisse che sono individui regolarmente stipendiati per fare un lavoro. Troppo inquadrati, troppo coordinati, troppo "regolari", troppo addestrati per essere giovinastri qualunque. Tutto questo "lavoro" chi lo paga? Il perchè invece è facile facile, gli interessi del mercato sono infiniti e tutti convergenti per l'uso strutturato di energie distruttive.
Beviamo cocacola e pepsi, andiamo cinema a vedere le nuove pellicole di hollywood, partecipiamo alle pubbliche manifestazioni del divertimento di massa, ai concerti, allo spettacolo radiotelevisivo, andiamo a fare shopping nel fine settimana. Non che sia sbagliato, ma mai nessuno che si chieda se questo sia meno distruttivo che andare in giro a scassare qualcosa, o qualcuno (il mio pensiero va subito ai poveracci che vengono lasciati per terra dolenti, quando va bene, in tutti gli schieramenti e solo perché non sanno quello che stanno facendo).

In apparenza non lo è, peccato che sia mantenuto da una cosmo fianziario-bancario-aziendale produttivo che se ci da il cellulare, questa indubbia meraviglia della tecnologia, ce lo da a certe condizioni. Non ha vie di mezzo, ce lo da a condizioni militari: ho consegni il tuo cervello, le tue idee, il tuo corpo, il tuo sesso, il tuoi desideri, le tue aspettative, insomma tutto, ma proprio tutto quello che pensi di possedere e aspetti istruzioni, oppure verrai "formattato" da una potenza cosmica che ti stirerà come un cartone animato della looney tunes in quando "non educato". Non che la consegna ti salva, neh? Qualcuno giudicherà se sei un rifiuto o c'è ancora un margine di utilità e nel secondo caso potrai ringraziarlo di cuore. Questo è un modello di stampo cinese. Adeguiamoci oppure iniziamo a chiederci piuttosto perché stiamo usando i ninnoli tecnologici, a cosa ci servono e a chi servono.
A noi servono? Certamente ... dov'è che insegnano il cinese? :))
Il potere, sentitamente e col cuore gonfio di gratitudine, ringrazia i suoi più fervidi sostenitori per la provvida sciarada inscenata. 


Gli uomini della provvidenza,

l'usbergo degli usurai,

gli eroi senza volto degli inventori dei derivati,

i consolatori degli amministratori dei grandi Hedge found,

i confessori della grande criminalità finanziaria,

i devoti dei metodi di cosa nostra,

i questuanti della pubblica fede degli ignoranti,

il baluardo della civiltà finanziaria,

gli alfieri del sacco dei poveri deficienti,

i condottieri della depravazione e della stupidà dei poveri di spirito,

gli scudieri della viltà della globalizzazione,

i difensori della fede degli oppressori:

questo sono i BLACK BLOC.


Santi Calvi, Sindona e Marcinkus: pro illis oramus.

E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 

Stodler

Queste manifestazioni da sempre sono sembrate una farsa; ci sono i buoni, bianchi a viso scoperto accompagnati da vecchi e bambini; ci sono i cattivi, neri mascherati con la solitudine del lupo, ci sono gli infiltrati provenienti da tutti i settori interessati: polizia, carabinieri, servizi italiani, americani, inglesi, francesi, bulgari, tedeschi ecc; perché non dovrebbero esserci è il loro lavoro. Tutti assieme appassionatamente a rappresentare la farsa. Ed è una farsa perché inutile e divertente. Il nemico è altrove a godersi il frutto delle loro scorrerie. Ad es. a teatro.
Per questo non ho mai preso posizione nei confronti degli attori della farsa; sono attori, sanno di esserlo e si divertono come possono, quel poco ch'è concesso loro.

COS'E' LA TEORIA DEL COMPLOTTO ? QUAL E' LA VERITA'?


 524542

Obama è sul piede di guerra. La civiltà occidentale sarebbe ipoteticamente "minacciata dallo Stato Islamico".

La "guerra mondiale al terrorismo" è presentata come una missione umanitaria.

Noi abbiamo la "responsabilità di proteggere" e la soluzione è la guerra filantropica.

La caccia ai malvagi, "bisogna eliminarli", ha dichiarato George W. Bush.


I media occidentali invocano la guerra: il programma militare di Obama è sostenuto da un vasto apparato di propaganda.

Uno dei principali obiettivi della propaganda di guerra è quello di "fabbricare un nemico". Quando la legittimità politica dell'amministrazione Obama vacilla, i dubbi riguardo l'esistenza di questo "nemico esterno", ovvero Al-Qaeda e la sua rete di gruppi affiliati (appoggiati dalla CIA), devono essere dissipati.

Il fine è inculcare tacitamente nella coscienza delle persone, tramite la ripetizione "ad nausem" nei media, l'idea che i musulmani costituiscano una minaccia per la sicurezza del mondo occidentale.

La guerra umanitaria è condotta su diversi fronti: attualmente i principali obiettivi sono la
DAL GOVERNO RENZI AL GOVERNO TROIKA?

 matteo-salvini.
 La sera di martedì 28 aprile, tornato a casa dall’ufficio e costatato che il nipotino se ne stava tranquillo, già addormentato fra le braccia di suo padre (mio figlio, che teneva il bambino perché mia nuora era al lavoro), ho fatto una cosa che raramente oso fare, un po’ per “snobbismo” e molto di più per disgusto: ho guardato quasi per intero un talk-show alla tv. Cosa c’è di martedì? Di Martedì su LA7, appunto, del pessimo ma astuto Giovanni Floris, un ex della RAI a suo tempo soprannominato “il vespino della sinistra”.


Ciò che è accaduto nel mondo virtuale di Floris – parte integrante dello spettacolo sistemico – mi ha fatto riflettere, portandomi a trarre conclusioni piuttosto inquietanti. Voglio condividere, di seguito, le mie riflessioni con i lettori di Pauperclass, che so essere pochi ma buoni.
Mi sono visto il confronto fra Salvini, in collegamento esterno da Strasburgo, e una giornalista radical chic di repubblica (principale rotolo di carta igienica della sinistra euroserva, buonista e pro-troika), tale insignificante Annalisa Cuzzocrea, presente in studio. La querelle era sugli immigrati clandestini che stanno arrivando a frotte nel nostro paese. L’attacco a Matteo Salvini da parte di Cuzzocrea, per la verità scontato e piuttosto prevedibile, verteva proprio su questo tema. Il segretario leghista ha distinto, come fa ultimamente con un po’ di retorica, fra gli immigrati regolari, che lavorano, pagano le tasse, mandano i figli a scuola, eccetera, e quelli clandestini che rappresentano un problema, per i populisti ma soprattutto per il popolo. Cuzzocrea, non trovando di meglio, ha obbiettato che anche i regolari possono essere entrati come clandestini, prima di regolarizzarsi con difficoltà. Matteo Salvini si è smarcato abilmente, in perfetta linea con quello che è il “sentiment” popolare di questi tempi, vincendo il confronto (almeno a mio dire) davanti agli occhi della cosiddetta opinione pubblica. Forse un po’ banale, vagamente propagandistico, ma sicuramente efficace:
Possiamo ospitare qualche altro milione di clandestini, in attesa che si regolarizzino e trovino un lavoro che non hanno neanche gli italiani? Vada a spiegarlo … Vada a spiegarlo, signora, agli immigrati che sono qua regolarmente con i documenti a posto che stanno perdendo il lavoro, che non sanno come tirare a fine mese … Vada a spiegare a loro che l’Italia può ospitare altre migliaia … non so quante, decine, centinaia di migliaia – non so quante, mi dica lei un numero – di immigrati senza nessun tipo di titolo.
E’ intervenuto Floris, a quel punto, forse

America nel caos

america nel caos Nel silenzio assordante dei media di regime, che non possono macchiare l’immagine degli Stati Uniti in ripresa, la realtà è che l’esplosione sociale ed etnica, già da noi preannunciata in altri nostri articoli, si fa sempre più grave. E dopo le rivolte di Ferguson, per la morte di un ragazzo nero che poi si sono diffuse a macchia d’olio in diverse città statunitensi, dopo i diversi episodi violenti contro la Casa Bianca e il Congresso, sabato 25 aprile è il Maryland e precisamente la città di Baltimora ad essere travolta dai manifestanti di colore che hanno letteralmente devastato la città, distrutto auto della polizia, auto private, saccheggiato e distrutto vetrine dei negozi e picchiato e intimidito bianchi. Direi non proprio la perfetta immagine di un paese in ripresa e crescita. Una crescita, che come ben sapete, riguarda soltanto gli utili di pochi miliardari e finanzieri e assolutamente non la maggioranza della popolazione. Una mancata ripresa, quella americana, che si abbatte in primis sulla minoranza di colore, da sempre economicamente più povera rispetto e ai bianchi ed ora, complice la crisi mondiale, decisamente in difficoltà e che quindi riversa la propria rabbia e il proprio malcontento per l’atteggiamento razzista della polizia che non si fa scrupoli ad uccidere neri disarmati ( fenomeno stranamente in crescita e che potrebbe farci sospettare una volontà precisa che mira alla strategia della tensione).
Ecco alcune foto che probabilmente non vi faranno vedere i tg, ma che è giusto mostrare per far capire la gravità di quello che da tempo sta succedendo nelle città americane e che recentemente ha riguardato e riguarda Baltimora:
Suspect Dies Baltimore-2AP4_26_2015_000014BScreen-Shot-2015-04-26-at-7.09.44-PM-e1430089856333Le rivolte sono finite con diverse decine di arresti. Oggi è previsto il funerale di Freddy Gray, il ragazzo afroamericano ucciso dopo l’arresto e potrebbe essere un nuovo momento di tensione per Baltimora, dato che è prevista la partecipazione di migliaia di afroamericani. La situazione negli USA si fa sempre più grave e segue purtroppo la tragica direzione che a nostro avviso porta alla guerra civile, come prospettato nel nostro articolo 2016-2018: USA in guerra civile.
A questa già grave situazione, si aggiunge la strana operazione chiamata Jade Helm, esercitazioni militari sul suolo degli Stati Uniti, che partirà dal 15 luglio e finirà il 15 settembre. I militari dovranno mischiarsi tra la popolazione e individuare sacche ostili al governo federale, interrogare la popolazione ed eventualmente deportare attivisti politici nemici in campi di concentramento temporanei dove saranno “rieducati”. Questo articolo dell’Antidiplomatico spiega nel dettaglio questa inquietante operazione.
Nella mappa di sotto, sono individuati gli stati che nell’esercitazione saranno considerati ostili, e già possiamo notare il Texas e il sud della California, scenario abbastanza realistico considerando le forti velleità secessionistiche texane e la forte concentrazione ispanica in California.
mappa Jade HelmNoi possiamo spingerci a fare delle supposizioni sul reale scopo di questa esercitazione e abbiamo tre ipotesi:
1) Preparare psicologicamente la popolazione a futuri scenari di guerra civile abituandoli alla presenza di uomini armati e mezzi militari. Oltre a preparare i militari stessi ad operazioni urbane.
2) Abolizione o sospensione del diritto di possedere armi e conseguente sequestro delle stesse. Questa possibilità, già in passato ha provocato una miriade di reazioni contrarie ed è possibile che il governo invii i militari per le strade con la scusa di un’esercitazione per poi sostenere il decreto con la forza.
3) Quest’operazione può essere l’inizio di una legge marziale non ufficiale, in previsione dei sempre continui scontri e della possibilità di un probabile crollo di Wall Street e/o del dollaro che porti effettivamente gli USA nell’anarchia.
Sta di fatto che a nostro avviso, la seconda metà del 2015 sarà una stagione calda dal punto di vista economico e politico-sociale, dove in tutto il mondo diversi importanti nodi stanno venendo al pettine. Gli Stati Uniti, dopo aver sostenuto la più grande bolla di tutti i tempi, ora rischiano di essere travolti dal suo scoppio. Se già ora, ogni settimana, una città americana è travolta da proteste e scontri, quando la bolla scoppierà la situazione sarà così grave che l’operazione Jade Helm da esercitazione diventerà realtà.
Del resto basta riflettere, la Russia o la NATO compiono esercitazioni militari sui loro rispettivi confini, in previsione di un possibile conflitto, se gli USA hanno sentito il bisogno di un’operazione militare sul loro territorio, vuol dire che l’intelligence e il governo sanno effettivamente qual è la situazione e si preparano al peggio. In questa operazione noi vediamo un bruttissimo segnale che preannuncia con forza l’imminente crollo dell’Impero Americano.

fonte:   http://www.hescaton.com/wordpress/america-nel-caos/

01 mag 2015


Cos'è davvero #EXPO2015



"1 maggio, Milano. L’Italia protagonista dell’Esposizione Universale. Ma alla fine, avete capito cos’è davvero Expo 2015?
Expo è nutrire il pianeta: con due sponsor ufficiali come Coca Cola e Mc Donald’s, multinazionali del junk food portavoce di sana e corretta alimentazione.
Expo è una gita in famiglia: un picnic tra cemento e terreni agricoli diventati parchi artificiali, mentre in città centinaia di alberi VERI vengono abbattuti perché "incompatibili" con la nuova linea della Metro.
Expo è lavoro per i giovani: quello di oltre 10.000 volontari pagati con un panino, gli unici che in questo evento non faranno alcun affare.
Expo è eccellenza italiana: la Cupola degli appalti che ha sfamato imprese "riconducibili a tutti i partiti" da destra a sinistra, per spartirsi una torta da 12 miliardi di euro di soldi pubblici, quindi tuoi! Angelo Paris, il direttore pianificazione e acquisti di Expo 2015 arrestato in un'intercettazione agli atti, parlando con alcuni componenti dell'associazione per delinquere, disse: "Vi do tutti gli appalti che volete, basta che favorite la mia carriera".
14 illustri personaggi sono stati trovati con le mani nella marmellata per un sistema di corruzione globale che, secondo la magistratura, dal padiglione Italia si estende a tutte le grandi opere italiane. Perché Expo è appena iniziato ma molte strutture non saranno finite in tempo con 1 milione di denaro ingoiato per camuffare circa 10mila metri quadrati di fallimento. E se Expo sarà un successo, lo sarà solo grazie agli operai che in questi ultimi mesi hanno lavorato giorno e notte per dare una buona immagine del nostro Paese. Anche per loro il Movimento 5 Stelle e il Gruppo EFDD continueranno a battersi a Milano, in parlamento e in Europa, fino a quando l’ultimo responsabile del magna-magna non sarà perseguito. Noi, con la consueta dieta dello stipendio e il digiuno completo dai rimborsi elettorali. Sì al prosciutto ma non sugli occhi." M5S e Gruppo EFDD al Parlamento Europeo