Sandro Pertini

I ben pensanti non accettano che si segua una strada diversa dalla loro….



08 ago 2015

NON OSANO PRONUNCIARNE IL NOME… SIONISMO ROTHSCHILD




Ma per capire la crisi finanziaria, il 9/11 e molto altro deve essere pronunciato costantemente. Mentre iniziamo un nuovo anno, tra la tirannia globale sempre in aumento, è vitale per tutti avere questa informazione.

DI DAVID ICKE
davidicke.com 

Ho scritto e parlato esaurientemente sull’agenda dietro la crisi finanziaria globale in atto e indicherò in questa sede la forza coordinatrice, o per lo meno quella primaria, dietro tale agenda e molte altre cose, compreso il 9/11. 

Quasi tutti i ricercatori sulla cospirazione non comprendono il significato fondamentale di questa rete, oppure sono troppo spaventati per parlarne. Al diavolo. 

È ampiamente conosciuto come Sionismo o, come lo chiamo io, più accuratamente, suggerisco … Sionismo Rothschild. Aggiungo “Rothschild” per mettere in risalto costantemente i veri creatori del Sionismo e coloro che lo controllano ai nostri giorni (si veda Human Race Get Off Your Knees ).

Spiegherò più avanti la connessione con la crescente catastrofe economica, ma è necessario un po’ del quadro generale, per inserire tutto nel contesto che deve essere visto. 



Chiedete alla maggioranza della gente cosa è il Sionismo e diranno che “sono gli Ebrei”, ma anche se è questa l’impressione che le reti dei Rothschild hanno cercato di “vendere” come un “dato di fatto” con grande successo in politica e nei media, non è vero. Rappresenta solo una minoranza di essi e di molti altri che non sono Ebrei. 

Il Sionismo Rothschild nella sua espressione pubblica è un’ideologia politica basata su una patria per il popolo ebreo in Palestina e sulla credenza che gli Ebrei siano la “razza prescelta” da Dio, avente il diritto dato da Dio alla “terra promessa” di Israele (storicamente questa è una sciocchezza, come dimostro nei miei libri). 

Credono inoltre che

01 ago 2015


LA NASCITA DELLE "POMPE FUNEBRI"

Durante il Medioevo, quando un uomo moriva, per certificarne la morte
veniva chiamato il medico condotto, il quale, per verificare
l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto.

Il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso
inflitto alle dita dei piedi, quasi sempre l'alluce.
Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di
"beccamorto".

Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere.
La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre
al primo figlio maschio.

Verso la fine del medioevo accadde però qualcosa che cambiò il futuro
dei beccamorti.

Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio;
la moglie partorì 4 figlie femmine.

Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, domandò alla
chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla propria figlia
femmina la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo
lavoro di beccamorto.

Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro
aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove
infliggere il morso ma, alla fine, prese una decisione . .....
Nacquero cosi "Le pompe funebri"



TOTÒ INTERVISTATO DA ORIANA FALLACI

Di: Gabriella Cundari

Da «L’Europeo», 1963

“Non si piace”, dice. Ma si vuole bene da sé. È altezza imperiale, e tante altre cose. Ma deve tutto al personaggio di Totò.

Si sarebbe pure fatto frate, se non ci fosse il piccolo impedimento della castità.

Tra tristezze e una grande ironia, il più grande comico italiano si racconta.

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O. F. Principe, Le porgo i miei rispetti e i miei omaggi… Lei è proprio principe, vero? (Sorride, un po’ imbarazzata, al gentiluomo dall’aria nobile e triste, che la ossequia da alcuni minuti come se fosse l’imperatrice Teodora).
TOTO': “SUA ALTEZZA IMPERIALE IL PRINCIPE ANTONIO DE CURTIS (TOTÒ).
Signorina mia, vuol scherzare? Non crederà mica anche lei che i ritratti degli antenati li ho presi dagli antiquari? I titoli non si comprano, li danno i sovrani.
Vi sono due specie di titoli: quelli nativi, i quali vengono da famiglie che hanno regnato, e quelli dativi, i quali vengono dati dal re a qualcuno che ha fatto qualcosa… Il mio è nativo.
E ce l’ho dal giorno in cui venni al mondo: come mio padre, mio nonno, mio bisnonno, mio trisnonno, su su fino al 362 avanti Cristo.
Sì, questo sul mio anello è lo stemma. Come vede, sullo stemma sono incise la data, 362 a.C., l’araba fenice che guarda il sole nascente sotto le colonne di Ercole, la mezzaluna con tre stelle che sarebbe l’Oriente…”
O.F.  Il volto bizantino ce l’ha.
TOTÒ: “Me l’hanno già detto. Ricorda quelli di certi mosaici a Ravenna. Me l’hanno già detto. Vengo da Bisanzio, per forza.
Signorina mia, sono altezza imperiale, son principe e anche molte altre cose: conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, ufficiale della Corona d’Italia, cavaliere della Gran Croce dell’Ordine di Sant’Agata e San Marino, marchese di Tertiveri, questo però non lo uso. (Con lo stesso tono di voce)Dick, il mio cane lupo, era invece barone.
Peppe, il mio cane attuale, è visconteVisconte di Lavandù. Gennaro, il mio pappagallo, è cavaliere. Li ho investiti io. 
Caligola non fece senatore il suo cavallo? Troppo giusto, però non deve dirlo. Altrimenti concludo che non gliene importa, d’essere altezza imperiale.
Signorina mia, me ne importa: quel tanto che basta a onorare gli avi, la famiglia che ha avuto questa roba… Sarebbe come dire che il pronipote di Marconi non ci tiene a esser pronipote di Marconi.
Ci tiene. Ma il mio più bel titolo resta Totò. Con l’altezza imperiale io non ci ho fatto nemmeno un uovo al tegamino, con Totò ci mangio dall’ età di vent’anni. Mi spiego?”
O.F. Ma le altre altezze imperiali e non come La trattano?
TOTÒ:  “All’ inizio mi